Festa della Viverna

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La Festa della Viverna è un evento occasionale che si tiene se un particolare candidato, che viene rigorosamente scelto dal leader di un qualsiasi clan di draghi, accetta di prendere parte ad una sfida. Tale sfida permetterà al candidato, se riuscirà a portarla a terminare e a sopravvivere, di poter contare sul supporto di un drago in battaglia o nella vita quotidiana. L'ultima candidata in ordine temporale scelta per questa particolare ricorrenza fu Aeris Alyce Flowery.

La Sfida

Antefatto

Aeris Flowery all'epoca dei fatti era un'abile diplomatica al servizio di suo padre Aristide, e come sempre stata svolgendo i suoi compiti tentando di evitare un conflitto che avrebbe portato la sua famiglia e quella del confinante Impero di Neon a scontarsi per la suddivisione dei territori a nord delle montagne che si stagliavano al termine del Bosco dei Girasoli. In quei territori, un po' fra la pianura e il montano, oltre le alture trovava dimora uno dei più potenti clan di Draghi Elementali, comandanti dalla leader Fàrlen la Rossa, un dragone femmina adulto. La dedizione di Aeris nel cercare di evitare di far intaccare negli accordi fra Aristide e l'Impero il territorio del Clan degli Elementali Rubino, arrivò a colpire notevolmente Fàrlen, la quale promise ad Aeris che avrebbe indetto una Festa della Viverna in suo onore se fosse riuscita nel suo intento. Aristide tentò di dissuadere Aeris dall'accettare, promettendole anche di perorare la causa che ella stessa stava portando avanti. Per tutta risposta Aeris non ascoltò il padre e accettò la promessa di Fàrlen. Alla stipulazione degli accordi, il territorio dei draghi era stato considerato come assolutamente neutrale e privo di ogni utilità strategica o abitativa; Aeris era così riuscita nel suo intento, e Fàrlen, mantenendo la sua promesso, la invitò nei suoi territori, permettendo solamente ad Aristide, Julie e Francelyne di seguirla.

Il guanto della sfida...di Aeris a Fàrlen.

Aeris capì dalle parole di Fàrlen cosa prevedeva quindi la Festa della Viverna, comprendendo solo in quel momento il padre quando tentava di dissuaderla: avrebbe dovuto combattere. Nonostante la mancanza di voglia, per via dell'inutilità nel eseguire prove di forza per arrivare ad avere delle agevolazioni o dei premi, Aeris accettò per l'onore della propria famiglia. Per via appunto della sua mancanza di voglia, Aeris propose a Fàrlen che avrebbe accettato di prendere come suo drago nientemeno che Fàrlen stessa.

"Non posso permettermi di scomodarmi dal mio divano comodo a Floretus, per accontentarmi di un pesce piccolo. O il leader o questa sfida non ha senso di esistere." furono le parole di Aeris. Fàrlen, pregustando una facile vittoria con un elfo così minuto e apparentemente poco potente mise in chiaro le regole principali da rispettare. Ognuno dei due contendenti avrebbe garantito un'epilogo alla sfida, ossia di mettere qualcosa in palio al vincitore. Il dragone propose che il suo bottino di guerra fosse la carne della stessa Aeris, nel suo stomaco.

Aeris, dal canto suo, propose a Fàrlen di voler la sua ala sinistra, che lei avrebbe provveduto a tranciarle. L'intero clan di draghi rise, ma Aeris si limitò a fissare Fàrlen negli occhi, fino a che le intenzioni vennero accettate da entrambe. La vera e propria "Festa delle Viverna" ebbe così inizio.

Le due non si tiravano indietro per nessun motivo e continuavano a combattere senza sosta distruggendo tutto quello che incontravano. Aeris moltissime volte incantava Fàrlen per farle assumere temporaneamente forma umana in modo da riuscire a colpirla con più facilità. Nonostante le scaglie dei draghi li rendano particolarmente immuni alle magie d'alterazione di stato, di tanto in tanto la forma umana veniva sempre imposta a Fàrlen, causandole parecchi problemi, non essendo abituata a camminare a due zampe. Il momento clou arrivò quando Aeris, messa alle strette da una serie di violenti attacchi, scatenò il potere della Conserva di Carica. Con Aeris illimitata nell'utilizzo dei propri poteri, Fàrlen ebbe brevemente la peggio, con la sua ala sinistra che venne tranciata di netto e immediatamente suturata grazie al calore stesso del colpo subito. La sfida terminò nel giro di circa sei ore, con il ritiro di Fàrlen nella sua tana, per preparasi alla sua dovuta sottomissione alla giovane Aeris.

La Promessa della Sorella

Dopo circa due settimane di attesa, durante le quali Aeris e i suoi parenti rimasero a vivere assieme al Clan degli Elementali, Fàrlen si manifestò davanti all'elfo in cima a un promontorio. Aeris, nei suoi diari Pensieri di una Fata Errante, racconta il dialogo avuto col suo drago, e della promessa che stringe con lei, motivo del fortissimo legame tra le due.

"Io mantengo sempre le mie promesse! Ma ora non disperare o maledir nessuno perché ora hai un'ala meccanica. Quella che hai perso per metà sarà da esporre come trofeo, l'altra avvolgerà il mio corpo finché avrò vita. Io ho scelto di trattarti da mia pari, perché un perdente dovrebbe sempre considerarsi tale, drago o verme, qualunque sia la sua famiglia o il suo scopo nel mondo. Puoi concepire questa cosa come una debolezza o quello che preferisci, ma questo è il mio pensiero. Sei una perdente perché hai fallito una sfida, ma non perché hai fallito nel cammino."

Sono sicura di averla colpita nel profondo, perché mi rispose con una voce che era talmente soave da potermi far librare nell'aria senza che me ne potessi rendere conto. Stava diventando una gioia sentirla parlare, e vorrei tutte le volte non smettesse mai.

"Noi draghi ci consideriamo superiori a voi, non solo per la nostra forza, per la nostra longevità ed efficienza in più campi, ma anche perché possiamo contare su una saggezza che sconfina in maniera significativa la striscia del tempo, rendendoci razionali nella nostra comunque mortale irrazionalità. Mi hai dimostrato in questo periodo, e con queste parole, quanto noi sbagliamo, nonostante ci crediamo quasi degli dei.

L'eccezione non rende una razza interessante, ma la rende unica. Sono eventi rari, ma così comuni in un insieme che dovrebbe essere assolutamente normale.

Supporterò ogni tua scelta, sarò al tuo fianco...e onorerò il nostro patto"

In quel momento dissi quelle parole, che rendevano eterna la nostra amicizia. "...e sarai per sempre mia sorella."

Volli anche il suo enorme testone vicino alla mia faccia così da farle capire anche il mio sospiro...e sospirò, più di me. Trasalendo, nonostante fosse grande cento volte me.

"Guai a te, se te lo dimentichi."